Piccolo commento alla Trasfigurazione di Raffaello Sanzio, Maestro sapienziale.

 

 

 

 

La trasfigurazione al Monte Tabor è il destino dell'Umanità
Trasfigurazione di Raffaello Sanzio, Maestro.          Riferimento a Marco 9.

Che ci fanno, e soprattutto chi sono, i due  Giovani  in alto a sinistra, dipinti in atto di attenta Presenza, da veri testimoni svegli e oranti della Trasfigurazione di Gesù,davanti a Mosè ed Elia, coi quale Egli discute di fatti che devono avvenire, morte e resurrezione comprese( mentre si ha anche una rappresentazione trinitaria con la Nuvola da cui si ode uscire  la Voce del Padre, che invita ad ascoltare il Figliolo) mentre i tre apostoli non sanno che dire e che fare di sensato davanti a fatti straordinari, al di fuori della loro attuale portata?

Che Raffaello sia soprattutto Maestro di Bellezza e di Sapienza è indiscusso. Nella sua Trasfigurazione il Maestro si rifà liberamente, ma con Autorità, al capitolo 9 del vangelo di Marco di cui riporta, a mio avviso almeno tre episodi distinti:
1. la trasfigurazione propriamente detta,
2. la guarigione di un fanciullo epilettico
                                3. le affermazioni dei “misteriosi” versetti 38-40 di Marco 9 nei quali si parla di un’ sequela in atto, svincolata dall’autorità dei 12, che ancora non hanno compreso cosa significa amare Dio e servire in umiltà l’Umanità, come ultimi, col cuore di bambini, si veda Marco 9,33-37.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Colui che viene da lontano.rtf (9633)                            

 

Introduzione a :  LIBERTA'                               

 

 Libertà va cercando, che  è si cara, come sa chi per Lei vita rifiuta, così dice Virgilio a Catone, spiegandogli che anche Dante è alla ricerca della stessa libertà, per la quale lui combatté in Utica, senza temere la morte (Purgatorio 1,71-72 etc).

Qui si parla della stessa libertà evolutiva.

L'evoluzione richiama partecipazione consapevole e riguarda tutte le creature, in ogni loro forma. 

Un essere umano non è più "importante" di un cesto di lattuga, però la creatura umana è per la terra ciò che il sole rappresenta nel sistema solare.

Questo l'Uomo lo ricorda ancora, oppure è successo qualche cosa, di cui non è più ben consapevole? Ricorda la sua vera essenza/provenienza? Comprende ancora il significato della storiella del " figliol prodigo" o  quella di "c'era un re che mandò il figliolo a conquistare qualche cosa sulla terra"?

Riflettere su certe "storie"potrebbe essere un buon inizio, per ricordare quello che non si dovrebbe scordare, per non finire sull'orlo dell'abisso, espresso dal non sapere più di cosa si stia parlando.

Riconquistare la propria Anima, consapevolmente: questo è oggi un imperativo irrinunciabile.

Il fatto è che ci non ricordiamo più della regalità propria della condizione umana.

All'uomo è stata tolta dignità e sostanza, immagine e fierezza; soprattutto è stata inibita la capacità di produrre consapevolmente Amore. Da chi? Perché?

Da molto l'Umanità di cultura occidentale soprattutto, vive in modo miserabile, alla deriva, ombra di se stessa e immemore del reale splendore, che le compete su questa Terra.

Chi siamo Noi, chiedi? I Signori di Noi stessi.

Ecco la sfida di oggi, ORA  come ALLORA: riprendere  pieno possesso delle prerogative proprie della Razza Umana.

" L'Uomo è uno Spirito, ha una anima. E quello, quello voglio ricatturare...la mia anima. Voglio vivere...vivere nei campi, camminare sulle colline, arrampicarmi sugli alberi, e nuotare nei fiumi, voglio sentire l'erba ferma della terra sotto i miei piedi. Senza scarpe, senza possessi, senza quelle ombre che chiamiamo nostri servi. VOGLIO ESSERE UN MENDICANTE. Cristo era un mendicante e i suoi santi apostoli erano mendicanti. Voglio essere libero quanto lo sono loro. CIO' CHE E' NATO DALLA CARNE E' CARNE, CIO' CHE E' NATO DALLO SPIRITO E' SPIRITO, ORA SONO NATO DI NUOVO". Francesco d'Assisi.   

                                  

   Francesco dice chiaramente:"VOGLIO RICATTURARE LA MIA ANIMA." La via di rinascita inizia con la riscopertà dell'Umiltà delle origini. Umiltà è Sorella Povertà!

 La povertà di cui si parla in questo contesto  è quella in Spirito; la Realtà che si incarna nello stato umano non è  miserabile, ma Creatrice di forme e di mondi. E' questa regalità dell' Uomo/Donna ciò che energie sottili non accettano e combattono, col chiaro intento di tenere la FAMIGLIA umana in schiavitù disumanizzante. Ora sta finendo tutto questo: l'Età dell'Acquario è entrata, riscuotendo l'eredità dell'Era dei Pesci e il nuovo non fa sconti al vecchio. 

La chiave operativa, come via del Guerriero, è senza forma:

Signore, fa di me
uno strumento della Tua Pace:

Dove è odio, fa ch'io porti l'Amore,
Dove è offesa, ch'io porti il Perdono,
Dove è discordia, ch'io porti l'Unione,
Dove è dubbio, ch'io porti la Fede,
Dove è errore, ch'io porti la Verità,
Dove è disperazione, ch'io porti la Speranza,
Dove è tristezza, ch'io porti la Gioia,
Dove sono le tenebre, ch'io porti la Luce.

Maestro, fa che io non cerchi tanto
Ad esser consolato, quanto a consolare;
Ad essere compreso, quanto a comprendere;
Ad essere amato, quanto ad amare.

Poiché, così è:
Dando, che si riceve;
Perdonando, che si è perdonati;
Morendo, che si risuscita a Vita Eterna. E così è.

 

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